In un’epoca segnata da profondi contrasti sociali, politici e religiosi, San Francesco d’Assisi rappresentò una risposta radicale e innovativa: rifiutò la ricchezza e il potere, abbracciando la povertà evangelica e scegliendo di vivere accanto ai poveri, agli emarginati e agli ultimi. Con la fondazione dell’Ordine dei Frati Minori, propose un modello di vita fondato sulla fraternità, sulla pace e sul rispetto per ogni creatura, restituendo alla fede cristiana la sua dimensione più autentica e universale. La sua esistenza divenne così una testimonianza profetica di ritorno al Vangelo e alla semplicità, in un mondo attraversato da conflitti e disuguaglianze. In questa scultura prende forma il nucleo ideale dell’intera esposizione: Francesco, rappresentato secondo la sua iconografia tradizionale, è circondato dagli animali che ne riconoscono la presenza pacificatrice. Gli uccelli, simbolo di libertà e prossimità al divino, si librano nella parte alta della composizione, mentre ai suoi piedi il lupo e il cervo, figure di natura istintuale e contrastante, trovano un equilibrio armonioso grazie alla sua intercessione. L’opera diviene così metafora dell’unione possibile tra le diversità e del superamento del conflitto attraverso la fede, la compassione e l’armonia con il creato.