Edizione 2017

Va’ e anche tu fa’ lo stesso

Nel mondo odierno, così indaffarato e interconnesso, esiste una legge universale che è unica nel suo genere per la sua presenza in tutte le culture: “Fare agli altri quello che vorremmo fosse fatto a noi e a non fare agli altri quello che non vorremmo fosse fatto a noi”. È talmente preziosa da essere chiamata la Regola d’oro.
 In questa XVI edizione annuale del Presepe di sabbia, le sculture ci ricordano di non perdere di vista i valori evangelici che sono patrimonio di tutti per la convivenza pacifica dell’umanità.

Noi come singole persone possiamo cominciare ad essere quel cambiamento che vorremmo o che avremmo la speranza di vedere nel mondo.

Le Opere

Natività

“Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire, ed essa diede alla luce un figlio, il suo primogenito. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella mangiatoia di una stalla, perché non avevano trovato altro posto”.

Lazzaro e il ricco Epulone

“C’era un uomo ricco, che era vestito di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco”.

Il buon Samaritano

“Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui»”. Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ lo stesso».

Lazzaro e il ricco Epulone

“Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura…”

La pecorella smarrita

“Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta. Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione”.

Il figliol prodigo

“Un uomo aveva due figli. Il più giovane di loro disse al padre: «Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta». Ed egli divise fra loro i beni. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente”.

Il figliol prodigo

“Ecco, da tanti anni ti servo e non ho mai trasgredito un tuo comando; a me però non hai mai dato neppure un capretto per far festa con i miei amici; ma quando è venuto questo tuo figlio che ha sperperato i tuoi beni con le prostitute, tu hai ammazzato per lui il vitello ingrassato”. Il padre gli disse: “Figliolo, tu sei sempre con me e ogni cosa mia è tua; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato”.

Scena di vita quotidiana

Oltre alle scene dedicate agli episodi evangelici, alle parabole e alla natività, a completamento della mostra sono state realizzate alcune sculture rappresentanti scene di vita quotidiana al tempo di Gesù.

Scena di vita quotidiana

Oltre alle scene dedicate agli episodi evangelici, alle parabole e alla natività, a completamento della mostra, sono state realizzate alcune sculture rappresentanti scene di vita quotidiana al tempo di Gesù.

L’Annunciazione

“L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te»”. L’artista ha voluto rappresentare l’Annunciazione all’interno di un cerchio, simbolo di perfezione.

La moltiplicazione dei pani e dei pesci

“La gente dunque si sedette, ed erano circa cinquemila uomini. Gesù, quindi, prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì alla gente seduta; lo stesso fece dei pesci, quanti ne vollero. Quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché niente si perda»”.

I tre magi

“Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia”.

Pannelli Pittorici

Il percorso della mostra è arricchito dai pannelli pittorici di Damon Farmer che evocano i paesaggi dell’antica Betlemme.
 Gli scorci di vita quotidiana che si intravvedono fra le sculture, ambientati tra le strette vie della città, rafforzano nel visitatore la sensazione di essere trasportato al tempo e nei luoghi di Gesù, e di far parte della rappresentazione.

Preparativi ed inaugurazione