Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle,
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Il Cantico delle Creature restituisce una visione cosmica e fraterna dell’universo, in cui sole, luna, stelle, vento, acqua, fuoco e perfino la morte sono riconosciuti come fratelli e sorelle. Nella lode che Francesco innalza al Signore, la meraviglia per il creato diventa preghiera: ogni elemento, con la sua bellezza e la sua funzione, partecipa all’armonia universale della vita.
All’interno di questa contemplazione, Sorella Luna e le Stelle emergono come simboli di luce notturna e di dolcezza, presenze che accompagnano l’uomo nel silenzio e nel mistero della notte. La luna, da sempre legata ai sogni e all’immaginario umano, attraversa secoli di poesia, musica e arte come figura di tenerezza e malinconia.
Nella scultura, l’artista interpreta questo tema attraverso una delicata personificazione: la luna assume le sembianze di una madre che, in un gesto di infinita dolcezza, culla e canta una ninna nanna alle sue figlie, le stelle. Le tre figure, distese e appena sfiorate da un tocco leggero, evocano un abbraccio intimo, familiare, in cui si fondono luce e affetto.
In questa immagine, la simbologia francescana si traduce in una celebrazione dell’amore universale, forza capace di unire cielo e terra, materia e spirito, e di trascendere i confini del tempo e dello spazio.